Picchio Nero (Dryocopus Martius)

 

 

MASCHIO

(si riconosce per il vertice ROSSO sulla nuca, di maggior lunghezza rispetto alla femmina)

E' il più grande tra i picchi europei, raggiunge i 50 cm di lunghezza, abita le foreste estese, ricche d'alberi di alto fusto, e si spinge sino ad un'altitudine di quasi duemila metri. Frequenta boschi di conifere e quelli formati soprattutto da faggi e betulle. Il nido viene scavato, ai primi di aprile, il più delle volte a grande altezza dal suolo, ed alla sua realizzazione sono impegnati in eguale misura sia il maschio sia la femmina (su di un faggio possono impiegare anche 25 giorni). Verso la fine di aprile la femmina depone da 3 a 5 uova molto lisce e di color bianco lucido. I piccoli vengono allevati da entrambi i genitori e restano nel nido finché sanno volare.  Il picchio nero è ghiotto di larve di formiche, di vespe e di insetti xilofagi, quali i coleotteri, che scova frugando tra le cortecce degli alberi.



 

 Maschio con imbeccata di larve

 

 

Il maschio, ogni tanto si metteva sopra questo ramo spezzato e, battendo velocemente col becco, il ramo secco si comportava come la gran cassa di un tamburo.....

In pratica il '' TAMBURELLARE '', si sentiva in tutto il bosco e, in questo modo, il maschio ne reclama il possesso del territorio...

 

 

 

Questa è la FEMMINA, la si riconosce per la piccola mcchia rossa sulla nuca, rispetto alla maggiore estensione nel maschio.
Notate come la coda funga da terza gamba, per puntellarsi sul tronco.

 

 

Il maschio, in questo caso, è andato a disfare un formicaio di FORMICA RUFA, per mangiarne uova/larve/formiche. Ciò gli comporta invasione di formiche sul suo corpo....ma a lui ciò non disturba...  

 

 

Queste foto sono state eseguite da CAPANNO (montato alla mattina...col buio), data la selvaticità dei soggetti.
In questo modo ho operato senza recare nessun disturbo alla coppia di PICCHI, grazie anche alla lunga focale dell'ottica utilizzata : 500mm + moltiplicatore 1,4x +....fattore moltiplicativo sensore D200, per un totale di 1.190mm. Anche le grosse dimensioni del soggetto, hanno contribuito a  stare molto lontano dal nido, e, il perfetto mimetismo del capanno con l'ambiente circostante, hanno permesso di realizzare questi scatti. L'AUTOFOCUS,è stato disabilitato, causa repentino spostamento testa soggetto....passando in modalità MANUALE e, mettendo a fuoco il bordo del buco d'ingresso al nido, rivolto verso noi, si ha la garanzia di miglior risultati di nitidezza del soggetto (ho fatto ciò anche per un altro motivo : evitare di muovere l'obbiettivo, per essere completamente invisibile al Picchio; usando l'autofocus, sarei stato obbligato a muoverlo e...farmi scorgere da lui ).