Gracchio alpino (Pyrrhocorax graculus)

Il becco del gracchio alpino č giallo, l'apertura alare č di 75-80 cm.  La coda č ben sviluppata e questa rende facilmente riconoscibile la sua sagoma nell'aria. Straordinarie sono le acrobazie che esegue lungo le pareti rocciose delle cime piú alte. Ha penne nere con riflessi bluastri, vive in colonie, oltre i 1500 metri d'altezza  ed č stazionario/territoriale. Nidifica in piccole cavitā di pareti scoscese o nei crepacci. E' presente sulle Alpi e sugli Appennini.

Ho eseguito questi scatti intorno ai 2900 metri di altezza. L'ottica utilizzata il normalissimo 70-300 AF-S VR Nikon. Portarsi appresso il supertele ingombrante e cavalletto...non era umanamente possibile, obbligato ad avere il minor peso possibile. D200, lo zoom e, un piccolo telo mimetico, da buttarmi addosso (ero sdraiato per terra, nei pressi di una parete a strapiombo). Tutto sommato, stando alla giusta distanza, accettavano di buon grado la presenza umana ma, causa i pochi ingrandimenti del 300mm, un minimo di mimetismo era doveroso per avvicinarsi.
La luce era di quanto peggiore si potesse desiderare : molto forte, non una nuvola, le lunghe distese di neve, che si comportavano come pannelli riflettenti.
Aggiungiamo il colore del piumaggio che, non aiuta proprio per niente...
Mentre eseguivo gli scatti, controllavo spesso il risultato sullo schermo della reflex, per avere il miglior compromesso tra esposizione e recupero dettagli piumaggio nero. 
Alla fine il 70-300, pur non essendo un'ottica PRO, il suo lavoro lo ha fatto fin troppo bene, ha un'ottima resa colore e, rimane un buon compromesso come peso/ingombri/efficenza sul campo, nei percorsi d'alta quota.