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Capanno per caccia fotografica
Una
delle tecniche più redditizie nell’ambito della fotografia
naturalistica e, in particolare, della caccia fotografica, è l’utilizzo
di un capanno per gli appostamenti. Infatti l’errore più comune che si
commette cercando di fotografare animali selvatici è quello di girovagare
per boschi e parchi con la fotocamera al collo, ottenendo, nella maggior
parte dei casi, immagini mosse, sfuocate o con soggetti microscopici
(spesso in controluce). L’uso di un capanno, se ben sistemato, può
risolvere molti di questi inconvenienti. Esistono,
fondamentalmente, due tipi di capanni da appostamento. Permanente:
deriva direttamente dagli osservatori per birdwatching costruiti in varie
oasi protette e dai capanni utilizzati per l’attività venatoria. Si
basa generalmente su una struttura fissa, costruita con materiali del
luogo. La sua ubicazione richiede uno studio preventivo riguardo alla
fauna presente nella zona, le sue abitudini e l’incidenza della luce
naturale. Mobile:
è un sistema molto versatile; nella maggior parte dei casi è costituito
da teli in tinta mimetica molto leggeri e facili da trasportare, montati
su strutture in corda (per ambienti alberati) o in alluminio (per ambienti
aperti). In commercio se ne trovano di vari tipi: dagli automontanti
(basta toglierli dalla sacca) agli ombrelloni per pescatori opportunamente
corredati di copertura perimetrale. L’utilizzo di questo tipo di capanno
è molto proficuo nel caso di appostamenti estemporanei. In
ogni caso è sempre meglio “rompere le forme” con frasche e arbusti,
allo scopo di occultare il più possibile il capanno. Ricordiamoci che
qualsiasi animale ha sensi più sviluppati dei nostri, e che
un’alterazione del paesaggio provoca comunque la sua diffidenza. L’uso di un capanno può dare veramente molte soddisfazioni, ma bisogna tenere presente che la prima regola è la pazienza e lo spirito di sacrificio. Molti appostamenti si effettuano in inverno, con temperature sotto lo zero; oppure in estate, con caldo afoso e sciami d’insetti ematofagi che non danno tregua. Spesso resistere un po’ di più significa scattare in mezz’ora le foto che non si sono fatte in una giornata intera.
Mario Zamana - Ernesto Torti
Capanno automontabile, derivazione caccia, impermeabile alla pioggia, con retine antizanzare mimetiche e, feritoie sui 4 lati. Molto pesante da trasportare. Ottimo per ambienti paludosi (qui ritratto per appostamento MARTIN PESCATORE).
Capanno PERMANENTE, in fase di costruzione, nei pressi di un corso d'acqua. Il vantaggio di questo capanno, stando nello stesso posto per anni, è quello di aver migliori successi fotografici, in quanto la fauna locale si abitua alla sua presenza.
Capanno mobile, senza intelaiatura rigida. E' costituito da un paio di reti mimetiche, sostenute da corde legate agli alberi. Per i lunghi percorsi dei sentieri Alpini è il migliore, grazie al peso leggerissimo di tutto il complesso (qui usato per ritrarre nidificazione PICCHIO NERO).
Capanno automontante, non molto pesante per il trasporto ma, con un difetto: le pareti mimetiche con fori a mò di rete, in pratica si resta un pò visibili alla fauna. Per ovviare a questo inconveniente, il lato fotografico deve esser coperto con tela mimetica forata (quella che assomiglia a foglie). L'unico vantaggio è una superiore ventilazione, sotto il sole battente, rispetto agli altri menzionati.
Altro esempio di capanno fisso lungo un fosso :
legando
una corda sul tronco degli alberi e, appendendoci un telo mimetico, si
realizza immediatamente la parte anteriore del
capanno.Ho dovuto scavare e,
consolidare, con pali nel terreno, il piano ottenuto, altrimenti franerebbe.
(scatto che ritrae Cincidda Roberto, dopo aver terminato la base del capanno)
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Per realizzare delle riprese ad una coppia di Svassi, in questo caso, grazie ad alberi caduti vicino alla riva dell'acqua, ho legato un pò di tela mimetica ai rami e, per 4/5 giorni non ho tentato scatti. Tornato in secondo momento, gli svassi erano abituati ai teli e, ho potuto eseguire le riprese. Il cavalletto era in parte dentro l'acqua. Il capanno non era molto bello a vedersi, ma...è stato molto efficace...
Capanno costruito sulla sponda di una lanca del fiume Ticino, la costruzione è lunga e laboriosa. I materiali utilizzati sono i legni secchi che si trovano lungo il fiume. Si integra alla perfezione con l'ambiente circostante.
Capanno per postazione fissa, realizzato grazie all'acquisto di un prodotto uso giardinaggio : una comunissima '' SERRA ''. La struttura è ben fatta, tutta in tubi di metallo cavo, estremamente robusto. Non ho utilizzato la copertura di plastica a corredo (comunque ottima se si prevede di farne un utilizzo anche in presenza di pioggia). Rivestito con le classiche '' CANNUCCE '' a rotoli + teli mimetici e rete verde giardinaggio. Le tre fasi della costruzione :
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